Sunday, 5 February 2017

Come sono le missioni dei cristiani di essere sale della terra?

Gesù dice: “Sono la luce del mondo” e c'invita, ciascuno fra di noi, a diventare “il sale della terra; la luce del mondo”.
Care sorelle, cari fratelli, può darsi che diventare la luce del mondo e il sale della vita non è solo la missione ma anche l’identità, la dignità degli cristiani in genere, dei religiosi e delle religiose in particolare.
Quindi, in questa santa messa, preghiamo specialmente perché la nostra missione, la nostra identità sia attualizzata ogni giorno nella nostra vita quotidiana.
Il brano evangelico è nel contesto delle beatitudini. Coloro che sono proclamati beati, non lo sono solo per sé stessi, ma anche nei confronti del mondo; essi, per le realtà terrestri, sono luce e sale. «Voi siete il sale della terra; voi siete la luce del mondo»; Gesù dice queste parole in primo luogo ai credenti, ai discepoli che sono i poveri, i miti, coloro che hanno fame e sete di giustizia.
Oggi vorrei condividere solo su una frase: “Voi siete il sale della terra”. Sale della terra è una immagine molto bella e pratica per descrivere la missione dei discepoli di Gesù. Cosa è la loro missione? Possiamo elencare almeno tre missioni. La prima: rendere valida e continua l’alleanza tra Dio e il suo popolo. La seconda: dare sapore agli altri sulla terra. La terza: conservare dal male la terra e gli uomini.
1. Rendere valida e durevole l’alleanza tra Dio e il suo popolo
Nell’antico Testamento, il sale era un segno dell’alleanza di Dio con il suo popolo. Nel libro del Levitico, per esempio, si legge: “Dovrai salare ogni tua offerta di oblazione: nella tua oblazione non lascerai mancare il sale dell'alleanza del tuo Dio; sopra ogni tua offerta offrirai del sale.” (Lv 2,13).
Il sale rende valida e durevole l’alleanza tra Dio e il suo popolo. Gesù nelle beatitudini ha proclamato la nuova alleanza tra Dio e il suo popolo; ebbene, quelli che l’accolgono, i suoi discepoli, devono essere, col loro atteggiamento e colla loro vita, i garanti di tutto questo. Quindi la fedeltà dei discepoli alle beatitudini rende valida la nuova alleanza e possibile l'avvento del regno.
2. Dare sapore agli altri.
Possiamo dire che senza il sale il cibo è senza sapore. Come il sale da sapore ai cibi, un discepolo deve dare il sapore ai suoi fratelli e sorelle, ai luoghi dove vive e lavora. Però quale sapore il discepolo può dare? I sapori che il discepolo deve dare sono i valori del Vangelo e le opere buone che fa nella sua vita quotidiana.
Come Papa Francesco ha detto in un incontro coi seminaristi, novizi, e novizie: “sempre dove sono consacrati, i seminaristi, le religiose, e i religiosi, i giovani, c’è gioia, sempre c’è la gioia; è la gioia della freschezza, è la gioia del seguire Gesù; la gioia che ci dà lo Spirito Santo, non la gioia del mondo”.
Quanto è bella la vita dei cristiani, dei religiosi, delle religiose se possono sempre portare la gioia, felicità e la pace a tutti i luoghi dove vivono e lavorano.
3. Preservare dal male la terra e gli uomini
Da sempre nell’antichità, non esistendo i frigoriferi, si mettevano gli alimenti sotto sale e così venivano conservati.
Il cristiano con la sua presenza è chiamato a sconfiggere la corruzione, a non permettere che la società, guidata dai princìpi malvagi, si decomponga e vada in disfacimento. Cioè il cristiano ha la missione di lottare per i diritti umani, lottare contro l’ingiustizia, i mali sociali. I cristiani, con la forza di Dio, sono sempre pronti a proteggere la giustizia e ottenere la pace per l’umanità.
Per conservare gli alimenti, specialmente per dare sapore al cibo, il sale deve sciogliere sé stesso. Il sale deve accettare di perdere la sua forma. Questo è il prezzo che deve pagare per svolgere le sue funzioni in modo adeguato. Perciò, la missione di essere il sale della terra non è facile. Se vogliono diventare il sale della terra come i discepoli di Gesù, i cristiani hanno bisogno di sacrificare sé stesso.
Gesù ha scelto e ha percorso la strada della croce. Lui ha salato la terra e l’umanità con il suo proprio sangue. Nella storia della Chiesa, seguendo Gesù, tanti martiri hanno dato la loro vita per salare la terra. Essendo discepoli di Gesù, non abbiamo un'altra strada migliore fuori della strada della croce.
Spero che la convalida di Gesù sull'identità di ciascuno di noi si avveri il più presto possibile, cioè ciascuno di noi è sempre la luce vera che illumina tutti i luoghi dove veniamo e viviamo, ed il sale pieno di sapore che può salare la terra con i sapori di amore, gioia, pace, speranza e anche sicurezza. Amen.

Giuseppe Pham Duy Thach SVD

Perchè abbiamo bisogno di convertare?

Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. Questo è l'invito primo e fondamentale di Gesù all'inizio della sua missione della predicazione. Probabilmente, abbiamo ascoltato questo invito tante volte nella nostra vita. L'ascolteremo di nuovo nel vangelo di oggi. Speriamo che ancora tocchi il cuore di ciascuno di noi affinché ci possiamo convertire e cambiare ogni giorno, così possiamo uscire dalle tenebre e vedere una luce grande e vera, cioè Gesù Cristo colui che può portarci la felicità, la pace, e la vita eterna.

Per cominciare la condivisione oggi, mi permettete di fare tre domande. La prima: ci sentiamo o no abitare nelle tenebre e quale potrebbero esser le nostre tenebre? La seconda: perché abbiamo bisogno di convertirci? E l’ultima: come potremmo convertirci?

1.       Le nostre tenebre

L’evangelista Matteo riprende la parola del profeta Isaia per introdurre una situazione in cui Gesù deve annunciare la buona novella. Nel tempo in cui gli Israeliti erano sotto il dominio degli imperi stranieri, Isaia ha annunciato che “Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce”. Quella era la loro speranza. Speravano molto che ci fosse un re, un salvatore che potesse salvarli dalla schiavitù. Questo annuncio potrebbe aiutarci a pensare alla nostra situazione attuale. Quale  sono le nostre tenebre oggi? Potrebbe essere l'oscurità del peccato. Potrebbe essere il buio della preoccupazione del denaro, della fama, e del piacere che schiaccia ciascuno di noi. Che felice sei se puoi ribadire che non ci siano ombre nella tua vita.  Purtroppo, la maggior parte di noi ha almeno un problema o due nella nostra vita. Le tenebre più profonde sono le tenebre del peccato e della morte. Abbiamo bisogno di capire molto chiaro qual'è il nostro problema, quali sono le nostre tenebre.

2.       La ragione per convertirci

Sorge un'altra domanda: perché abbiamo bisogno di capire le nostre tenebre? Per quale motivo, cari fratelli e sorelle? La mia risposta è per convertirci. Abbiamo bisogno di capire le nostre tenebre per convertirci. È strano, o no? Può aiutarci la conversione? Sì, se vogliamo superare i nostri problemi abbiamo bisogno di convertirci! Perché una volta citata la parola del profeta Isaia, “Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce”, Matteo, subito, ci proclama la chiamata alla conversione di Gesù. Perciò, può darsi che se crediamo veramente in Gesù, la conversione è il modo migliore per risolvere i nostri problemi.

Comunque, lo scopo della conversione alla quale Gesù ci invita non è soltanto per risolvere i nostri problemi. Lo scopo della conversione è molto più attivo, più bello. Cosa è? Abbiamo bisogno di convertirci, di trasformarci perché il regno dei cieli è vicino. Dobbiamo prepararci a ricevere il regno dei cieli, il regno di Dio. Questo è un regno pieno di gioia e di pace. Tutti coloro che vivono nel regno dei cieli ricevono la felicità vera, la pace eterna che il Re del amore, cioè Dio gli offre.

Dove è il regno dei cieli? È forse nei cieli? No! Il regno dei cieli può essere dentro il cuore di ciascuno di noi, nella nostra comunità, nella nostra famiglia. Il regno di Dio può essere in tutti i luoghi in cui si può amare l’un l’altro con l’amore di Dio.

Però il regno dei cieli non è qualcosa che si può vedere e toccare. Il regno di Dio non è una proprietà fisica che si può ricevere una volta per tutte. Il regno dei cieli viene quando e dove ci sono le persone che si convertono. In altre parole, la conversione è il modo essenziale perché il regno dei cieli sia rivelato.

3.       I modelli di conversione

Allora, vorrei chiudere questa condivisione con l'ultima domanda. Cosa si deve fare per convertirci? Qual'è la vera conversione? La vera conversione è pensare come Gesù ha pensato; fare come Gesù ha fatto e ci ha insegnato a fare; amare come Gesù ci ha amato fino a morire per noi. La conversione autentica è lasciare tutto e seguire Gesù. Se continuiamo a leggere il Vangelo secondo Matteo, vediamo che subito dopo l’invito di Gesù, “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”, l’evangelista Matteo ci racconta la conversione dei primi quattro discepoli Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. Matteo scrive: Sentita la chiamata di Gesù, subito hanno lasciato tutto per seguirlo. Questi sono veramente i modelli principali della conversione vera: lasciare tutto e seguire Gesù. Questa la chiamata non soltanto per i sacerdoti, i religiosi e le religione ma per tutto ognuno di noi.


L'invito alla conversione di Gesù non è mai passato e obsoleto. La conversione non è qualcosa che possiamo fare una volta e ... finita! Ma è un processo che dobbiamo proseguire ogni giorno nella nostra vita fino alla nostra morte. Ad ogni momento nella nostra vita, ad ogni pensiero, parola e azione potremmo chiederci, a noi stessi, se stiamo pensando, facendo, amando come Gesù ha pensato, fatto, amato. Allora auguro ad ognuno di noi una vera conversione, per poi aver una vita piena di felicità e di pace.

Giuseppe Pham Duy Thach SVD

Saturday, 24 December 2016

SỰ BÌNH AN CỦA MỘT HÀI NHI

Tối 7/8 một giáo xứ miền trung Việt Nam chọn bài hát chủ đề cho giờ Chầu Thánh Thể cầu cho quốc thái dân an là “trả lại cho dân”, 5000 người giáo phận vinh đã xuống đường vào ngày 7/8/2016 trước thảm họa ô nhiễm môi trường, khiến cá chết trắng bờ biển Miền Trung. Các ngư phủ phải bỏ biển, bỏ nhà ra đi tìm cái ăn. Đó là những chỉ là chóp nổi của một tảng băng trôi diễn tả sự bất an trong lòng nước Việt. Khuya ngày 24/8/2016, khi mọi người đang say giấc ngủ, thì những cơn chấn động liên hồi đã bình địa thành phố Amatrice, cùng một số vùng lân cận thuộc miền trung nước Ý, chôn vùi gần 300 người và hang ngàn người trở thành kẻ vô gia cư trong chốc lát. Đó cũng chỉ là biến cố nhỏ trong vô vàn biến cố làm cho nhân loại đó đây trên toàn thế giới cảm thấy hãi hung, bất an

Saturday, 10 September 2016

SỰ HOANG ĐÀNG CỦA ANH HAI (Lc ch.15)

Ngày 13 tháng Ba 2015, tại Đền thờ Thánh Phêrô, Đức Thánh Cha Phanxicô đã công bố mở một “Năm Thánh đặc biệt” gọi là “Năm Thánh Lòng Thương xót”. Năm Thánh bắt đầu với việc mở Cửa Thánh tại Đền thờ Thánh Phêrô vào ngày 08-12-2015, Đại lễ Đức Mẹ Vô Nhiễm nguyên tội, và kết thúc vào ngày 20-11-2016, Đại lễ Chúa Giêsu Kitô, Vua Vũ Trụ.

Saturday, 13 February 2016

VÀO SA MẠC VỚI CHÚA GIÊ-SU

Năm 1988, hãng phim Martin Scorcese, Mỹ cho trình chiếu bộ phim mang tựa đề “Cơn Cám Dỗ cuối cùng của Đức Ki-tô”. Đó là một bộ phim viễn tưởng dựa trên tiểu thuyết cùng tên của tác giả người Hy Lạp, tên là Nikos Kazantzaki.
Tác giả tưởng tượng ra rằng, Đức Giê-su khi chịu khổ hình trên thập giá, đã bị cám dỗ sống một đời sống bình thường của một người đàn ông bình thường. Ngưởi thành hôn với Madalena, rồi với cô Maria em của Matta và có một gia đình hạnh phúc.
Bộ phim đã gây ra nhiều tranh cãi và làm cho nhiều ki-tô hữu giận dữ. Tuy nhiên, đó chỉ là một câu chuyện tưởng tượng, không phải là nội dung Thánh Kinh.

Saturday, 16 January 2016

KHÁCH MỜI TRỞ THÀNH CHÀNG RỂ (Ga 2,1-11)

Tuần vừa rồi tôi đi dự lễ tạ ơn của 2 anh em tân linh mục tại giáo xứ Vinh Hòa, có một điều làm cho tôi hết sức ấn tượng. Khi các đoàn đồng tế từ từ tiến bước trong tiếng kèn trống inh ỏi, thì bỗng nhiên có một chiếc máy bay, bay rà rà trên đầu đoàn đồng tế, khiến ai nấy đều ngạc nhiên và ngước nhìn.
Tưởng là máy bay khủng bố, ai ngờ, đó chỉ là một chiếc máy bay camera của bộ phận quay phim. Khi tôi kể lại cho cha Stan nghe thì Ngài nói: chắc hẳn là gây chia trí lắm. Riêng tôi, trong giờ phút ấy tôi có cảm giác rất vui. Tôi cảm nhận được niềm vui, sự tưng bừng, hớn hở của ngày đại lễ của cuộc đời dâng hiến. Người ta chắc hẳn đã làm tất cả, áp dụng tất cả những phương tiện có thể để làm nên sự hoành tráng, sự tưng bừng của niềm vui ngày Đại Lễ Tạ Ơn của các tân chức.

Saturday, 19 December 2015

ĐỨC GIÊ-SU, TRUNG TÂM CỦA MỌI CUỘC GẶP GỠ

Thánh Giáo Hoàng Gioan XXIII được bầu làm giáo hoàng khi đã 77 tuổi. Người ta cứ nghĩ rằng đó chỉ là một triều đại giáo hoàng có vai trò chuyển tiếp mà thôi. Thế nhưng, chính lão giáo hoàng ấy lại đủ sức khởi động những biến cố làm chuyển động Giáo Hội. Đó là Công Nghị Giáo Phận Rô-ma và nhất là Công Đồng Vat.II.

Ngoài ra, ngài còn được báo chí đương thời gọi là “người tù cuối cùng của Vatican”[1], khi ngài là vị giáo hoàng đầu tiên đã khởi bước rời khỏi Vatican kể từ thời đức Pi-ô IX, năm 1870. Người ta tính rằng, Giáo hoàng Gioan XXIII đã ra khỏi điện Vatican tới hơn 100 lần để viếng các lao xá, bệnh viện, thánh đường, nhà mồ côi và trường học. Đó là “Một vị giáo chủ đã làm cho nội dung Tin Mừng của đạo, bấy lâu nay được bao bọc trong bầu khí tôn nghiêm đền thánh, bổng trở nên hồn nhiên và hiện thực. Vì xét cho cùng, đó cũng là cung cách của Đức Giêsu tìm đến với mọi người, Đức Giêsu của hoa đồng cỏ nội, của thiếu nhi và người nghèo, của Thập giá và Nước Trời...”(Georges Casalis) [2]
Những cuộc viếng thăm là phương tiện cho sự nối kết tình thân trong nhân loại. Chúa Nhật cuối cùng trong mùa vọng, phụng vụ Giáo hội giới thiệu cho chúng ta một cuộc viếng thăm hết sức đặc biệt.