Nel
Vangelo che abbiamo appena ascoltato, Gesù sembra un missionario senza esito,
ma anche un profeta mal visto, quasi detestato, in mezzo al suo popolo,
specialmente agli occhi dei suoi compatrioti. Non siate sorpresi di questa
parola. Al termine della narrazione del Vangelo di oggi Gesù deve usare il suo
potere divino per sfuggire agli uomini che “si alzarono e lo cacciarono fuori
dalla città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita
la loro città, per gettarlo giù” (Lc 4,29). Anche in un’altra occasione,
l’evangelista Giovanni ci racconta che la gente raccolse delle “pietre per
gettarle contro di lui” dentro il tempio di Gerusalemme ma Gesù “si nascose e
uscì dal tempio” (Gv 8,59). E poi, alla fine della sua missione, è stato
condannato e crocifisso a causa del suo popolo. Il fatto che un profeta sia
rinnegato e ucciso dal suo stesso popolo sembra normale. Gesù stesso ha
confermato: “in verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua
patria” (Lc 4,24).
Friday, 1 February 2019
Monday, 24 December 2018
CHÚA ĐÃ LÀM NGƯỜI NHƯNG CON NGƯỜI CHƯA LÀM NGƯỜI

Sunday, 18 November 2018
ĐƯỜNG TỬ ĐẠO ĐƯỜNG TÌM LẠI BẢN THÂN
Ngày 19.06.1988 quãng
trường thánh Phêrô, Roma như phủ kín bởi sắc màu của những trang phục truyền thống
của hơn 8 ngàn con dân nước Việt hội tụ về từ trên mọi nẻo đường của thề giới. Thành
phố Rôma cổ kính như rung động bởi âm vang của những lời ca hùng tráng của ca
khúc “Ngày Vinh Thắng” của Lm. Nhạc sĩ Ngô Duy Linh, được cất lên bởi hàng ngàn
con dân nước Việt thân yêu. Rồi từ trên cao tiền đường của Vương Cung Thánh Đường
thánh Phêrô hùng vĩ, hoạ ảnh của 117 thành tử đạo tại Việt Nam hiện lên giữa
muôn vàn tiếng vỗ tay vang dội xen lẫn tiếng rộn rã của đại phong cầm của ca
đoàn Sistina, tấu vang bài ca, ca ngợi hồng ân cao vời khôn ví của Thiên Chúa.
Friday, 29 December 2017
THE THOUGHTS OF HEART
It can be said that Christmas season is one of the happiest liturgical seasons.
It’s happy because that is the time to call to remembrance that God gave us the
best gift ever. That is not a sum of money, a precious property, but a person,
a person who is living with us. That is his own son. In this Holy Mass, let us
pray so that the happiness of the Holy night will last forever every day in our
life. And may God teach us the way to share our peace, joy and happiness with
others, especially the lonely and miserable people.
In tonight’s Gospel, prophet Simeon talked about the revelation of the
thoughts of many hearts: “and you yourself a sword will pierce so that the
thoughts of many hearts may be revealed”.
It’s very strange. How can a heart think? How can a heart of a person have
thoughts? Thoughts are usually the products of a head or a brain. Yes, that is
the normal biological operate. People usually think with brain. Anyway, in the
category of faith, people cannot only think by head. They have to think by
heart. In other words, it is not enough to think by brain. People have to think
by heart.
The mystery of Christmas, the mystery of God making flesh, promote us to
think by our own heart. The presence of Jesus as a human being in the world
question us continuously about the love God gives us. Therefore, we are called
not only to know him by head but specially to know him by heart, and follow his
life style.
But, how can we know that we really know him by heart or not? Saint John, in his letter, teaches us a
practical way to test our knowledge of heart about Jesus. According to John, the
way to prove that we really know Jesus by heart is to keep his commandments.
John said: “Whoever says,
"I know him," but does not keep his commandments is a liar, and the truth is not in
him”
The commandment saint John wants to remind us is “to love one another as
Jesus love”. And only by keeping that commandment a person can be in the light,
if not, he still in darkness. Saint John emphasize: “Whoever says he is in the
light, yet hates his brother, is still in the darkness. Whoever loves his
brothers remains in the light, and there is nothing in him to cause a fall”
Perhaps, some of us have ever experienced that we have ever been liars,
when we know Jesus only by name, by studying, by attending holy mass, by
pilgrimages, but doesn’t recognize that Jesus is present lively in our brothers
and sisters who we meet every day in our life. Perhaps, there have ever been more
than once in our life we passed through the suffering people without a little compassion.
Perhaps, we sometimes walk in the darkness when we still somehow hate
our brothers and sisters, but we don’t know, and we are not mindful.
Tonight’s Gospel tells us that Baby Jesus was brought to the Temple to
be consecrated to God to complete the law of God: "Every first-born shall
be consecrated to the Lord”. Being consecrated means that from that moment
Jesus belongs to God. From then on, Jesus no longer lives for himself but lives
only for God. And Jesus really devoted his whole life for God in the way he
loves and takes care of the poor and the sinners, in the way he lives and dies
for other people.
May the love of Baby Jesus touch our heart and change our heart. May He help
us to know him truly by heart. May He remind us always that each one of us was
consecrated to God from the moment when we were baptized, so that we can
imitate his way of life by loving and taking care of our brothers and sisters
every moment in our life. Amen.
Saturday, 2 September 2017
PRENDRE SA CROIX À LA SUITE DE JESUS
le dimanche
dernier, nous avons écouté la profession de foi de St Pierre à propos de
Jésus : « Tu es le Christ, le
Fils de Dieu Vivant ». Et tout de suite Jésus exclame ; « heureux es-tu, Simon fils de Yonas ».
Jésus ajoute que « tu es Pierre et
sur cette pierre je bâtirai mon église. Je te donnerai les clés du Royaume des
Cieux : tout ce que tu auras lié sur la terre, sera lié dans les cieux, et
tout ce que tu auras délié sur la terre sera délié dans les cieux ».
Mes chers amis
dans le Christ,
peut-être Pierre
était très content. C’est incroyable ! Cependant, la joie et le plaisir
ainsi que la fierté de Pierre n’ont pas duré très long. Parce qu’aujourd’hui,
nous avons entendu Jésus dire à Pierre ainsi : « Passe derrière moi, Satan ! Tu es pour moi une occasion de
chute : tes pensées ne sont pas celles de Dieu, mais celles des
hommes ».
Sunday, 5 February 2017
Come sono le missioni dei cristiani di essere sale della terra?
Gesù dice:
“Sono la luce del mondo” e c'invita, ciascuno fra di noi, a diventare “il sale
della terra; la luce del mondo”.
Care
sorelle, cari fratelli, può darsi che diventare la luce del mondo e il sale
della vita non è solo la missione ma anche l’identità, la dignità degli
cristiani in genere, dei religiosi e delle religiose in particolare.
Quindi, in
questa santa messa, preghiamo specialmente perché la nostra missione, la nostra
identità sia attualizzata ogni giorno nella nostra vita quotidiana.
Il brano
evangelico è nel contesto delle beatitudini. Coloro che sono proclamati beati,
non lo sono solo per sé stessi, ma anche nei confronti del mondo; essi, per le
realtà terrestri, sono luce e sale. «Voi siete il sale della terra; voi siete
la luce del mondo»; Gesù dice queste parole in primo luogo ai credenti, ai
discepoli che sono i poveri, i miti, coloro che hanno fame e sete di giustizia.
Oggi vorrei
condividere solo su una frase: “Voi siete il sale della terra”. Sale della
terra è una immagine molto bella e pratica per descrivere la missione dei
discepoli di Gesù. Cosa è la loro missione? Possiamo elencare almeno tre
missioni. La prima: rendere valida e continua l’alleanza tra Dio e il suo
popolo. La seconda: dare sapore agli altri sulla terra. La terza: conservare dal
male la terra e gli uomini.
1. Rendere valida e durevole l’alleanza tra Dio e il suo
popolo
Nell’antico
Testamento, il sale era un segno dell’alleanza di Dio con il suo popolo. Nel
libro del Levitico, per esempio, si legge: “Dovrai salare ogni tua offerta di
oblazione: nella tua oblazione non lascerai mancare il sale dell'alleanza del
tuo Dio; sopra ogni tua offerta offrirai del sale.” (Lv 2,13).
Il sale
rende valida e durevole l’alleanza tra Dio e il suo popolo. Gesù nelle
beatitudini ha proclamato la nuova alleanza tra Dio e il suo popolo; ebbene,
quelli che l’accolgono, i suoi discepoli, devono essere, col loro atteggiamento
e colla loro vita, i garanti di tutto questo. Quindi la fedeltà dei discepoli
alle beatitudini rende valida la nuova alleanza e possibile l'avvento del
regno.
2. Dare sapore agli altri.
Possiamo
dire che senza il sale il cibo è senza sapore. Come il sale da sapore ai cibi,
un discepolo deve dare il sapore ai suoi fratelli e sorelle, ai luoghi dove
vive e lavora. Però quale sapore il discepolo può dare? I sapori che il
discepolo deve dare sono i valori del Vangelo e le opere buone che fa nella sua
vita quotidiana.
Come Papa
Francesco ha detto in un incontro coi
seminaristi, novizi, e novizie: “sempre dove sono consacrati, i seminaristi, le
religiose, e i religiosi, i giovani, c’è gioia, sempre c’è la gioia; è la gioia
della freschezza, è la gioia del seguire Gesù; la gioia che ci dà lo Spirito
Santo, non la gioia del mondo”.
Quanto è
bella la vita dei cristiani, dei religiosi, delle religiose se possono sempre
portare la gioia, felicità e la pace a tutti i luoghi dove vivono e lavorano.
3. Preservare dal male la terra e gli uomini
Da sempre
nell’antichità, non esistendo i frigoriferi, si mettevano gli alimenti sotto
sale e così venivano conservati.
Il cristiano
con la sua presenza è chiamato a sconfiggere la
corruzione, a non permettere che la società, guidata dai princìpi malvagi, si
decomponga e vada in disfacimento. Cioè il cristiano ha la missione di lottare
per i diritti umani, lottare contro l’ingiustizia, i mali sociali. I cristiani,
con la forza di Dio, sono sempre pronti a proteggere la giustizia e ottenere la
pace per l’umanità.
Per
conservare gli alimenti, specialmente per dare sapore
al cibo, il sale deve sciogliere sé stesso. Il sale deve accettare di perdere la sua forma. Questo è il prezzo che deve
pagare per svolgere le sue funzioni in modo adeguato. Perciò, la missione di
essere il sale della terra non è facile. Se vogliono diventare il sale della
terra come i discepoli di Gesù, i cristiani hanno bisogno di sacrificare sé
stesso.
Gesù ha
scelto e ha percorso la strada della croce. Lui
ha salato la terra e l’umanità con il suo proprio sangue. Nella storia della
Chiesa, seguendo Gesù, tanti martiri hanno dato la loro vita per salare la
terra. Essendo discepoli di Gesù, non abbiamo un'altra strada migliore fuori
della strada della croce.
Spero che la
convalida di Gesù sull'identità di ciascuno di noi si avveri
il più presto possibile, cioè ciascuno di noi è sempre la luce vera che
illumina tutti i luoghi dove veniamo e viviamo, ed il sale pieno di sapore che
può salare la terra con i sapori di amore, gioia, pace, speranza e anche
sicurezza. Amen.Giuseppe Pham Duy Thach SVD
Perchè abbiamo bisogno di convertare?
“Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. Questo è l'invito primo
e fondamentale di Gesù all'inizio della sua missione della predicazione.
Probabilmente, abbiamo ascoltato questo invito tante volte nella nostra vita.
L'ascolteremo di nuovo nel vangelo di oggi. Speriamo che ancora tocchi il cuore
di ciascuno di noi affinché ci possiamo convertire e cambiare ogni giorno, così
possiamo uscire dalle tenebre e vedere una luce grande e vera, cioè Gesù Cristo
colui che può portarci la felicità, la pace, e la vita eterna.
Per cominciare la
condivisione oggi, mi permettete di fare tre domande. La prima: ci sentiamo o
no abitare nelle tenebre e quale potrebbero esser le nostre tenebre? La
seconda: perché abbiamo bisogno di convertirci? E l’ultima: come potremmo
convertirci?
1. Le nostre tenebre
L’evangelista Matteo
riprende la parola del profeta Isaia per introdurre una situazione in cui Gesù
deve annunciare la buona novella. Nel tempo in cui gli Israeliti erano sotto il
dominio degli imperi stranieri, Isaia ha annunciato che “Il popolo che abitava
nelle tenebre vide una grande luce”. Quella era la loro speranza. Speravano
molto che ci fosse un re, un salvatore che potesse salvarli dalla schiavitù.
Questo annuncio potrebbe aiutarci a pensare alla nostra situazione attuale.
Quale sono le nostre tenebre oggi?
Potrebbe essere l'oscurità del peccato. Potrebbe essere il buio della
preoccupazione del denaro, della fama, e del piacere che schiaccia ciascuno di
noi. Che felice sei se puoi ribadire che non ci siano ombre nella tua
vita. Purtroppo, la maggior parte di noi
ha almeno un problema o due nella nostra vita. Le tenebre più profonde sono le
tenebre del peccato e della morte. Abbiamo bisogno di capire molto chiaro
qual'è il nostro problema, quali sono le nostre tenebre.
2. La ragione per convertirci
Sorge un'altra domanda:
perché abbiamo bisogno di capire le nostre tenebre? Per quale motivo, cari
fratelli e sorelle? La mia risposta è per convertirci. Abbiamo bisogno di
capire le nostre tenebre per convertirci. È strano, o no? Può aiutarci la
conversione? Sì, se vogliamo superare i nostri problemi abbiamo bisogno di
convertirci! Perché una volta citata la parola del profeta Isaia, “Il popolo
che abitava nelle tenebre vide una grande luce”, Matteo, subito, ci proclama la
chiamata alla conversione di Gesù. Perciò, può darsi che se crediamo veramente
in Gesù, la conversione è il modo migliore per risolvere i nostri problemi.
Comunque, lo scopo della
conversione alla quale Gesù ci invita non è soltanto per risolvere i nostri
problemi. Lo scopo della conversione è molto più attivo, più bello. Cosa è?
Abbiamo bisogno di convertirci, di trasformarci perché il regno dei cieli è
vicino. Dobbiamo prepararci a ricevere il regno dei cieli, il regno di Dio.
Questo è un regno pieno di gioia e di pace. Tutti coloro che vivono nel regno
dei cieli ricevono la felicità vera, la pace eterna che il Re del amore, cioè
Dio gli offre.
Dove è il regno dei cieli?
È forse nei cieli? No! Il regno dei cieli può essere dentro il cuore di
ciascuno di noi, nella nostra comunità, nella nostra famiglia. Il regno di Dio
può essere in tutti i luoghi in cui si può amare l’un l’altro con l’amore di
Dio.
Però il regno dei cieli non
è qualcosa che si può vedere e toccare. Il regno di Dio non è una proprietà
fisica che si può ricevere una volta per tutte. Il regno dei cieli viene quando
e dove ci sono le persone che si convertono. In altre parole, la conversione è
il modo essenziale perché il regno dei cieli sia rivelato.
3. I modelli di conversione
Allora, vorrei chiudere
questa condivisione con l'ultima domanda. Cosa si deve fare per convertirci?
Qual'è la vera conversione? La vera conversione è pensare come Gesù ha pensato;
fare come Gesù ha fatto e ci ha insegnato a fare; amare come Gesù ci ha amato
fino a morire per noi. La conversione autentica è lasciare tutto e seguire
Gesù. Se continuiamo a leggere il Vangelo secondo Matteo, vediamo che subito
dopo l’invito di Gesù, “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”, l’evangelista
Matteo ci racconta la conversione dei primi quattro discepoli Pietro, Andrea,
Giacomo e Giovanni. Matteo scrive: Sentita la chiamata di Gesù, subito hanno
lasciato tutto per seguirlo. Questi sono veramente i modelli principali della
conversione vera: lasciare tutto e seguire Gesù. Questa la chiamata non
soltanto per i sacerdoti, i religiosi e le religione ma per tutto ognuno di
noi.
L'invito alla conversione di Gesù non è mai passato e obsoleto. La
conversione non è qualcosa che possiamo fare una volta e ... finita! Ma è un
processo che dobbiamo proseguire ogni giorno nella nostra vita fino alla nostra
morte. Ad ogni momento nella nostra vita, ad ogni pensiero, parola e azione
potremmo chiederci, a noi stessi, se stiamo pensando, facendo, amando come Gesù
ha pensato, fatto, amato. Allora auguro ad ognuno di noi una vera conversione,
per poi aver una vita piena di felicità e di pace.
Giuseppe Pham Duy Thach SVD
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